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Autovelox: non è prevista una distanza minima per i segnali stradali di preavviso

Limiti di velocità e autovelox: non è prevista una distanza minima per i segnali stradali di preavviso

La Corte di Cassazione, Sezione II Civile, con la sentenza  12 maggio 2016, n. 9770  ha rigettato il ricorso proposto da un automobilista che si lamentava di aver ricevuto una sanzione amministrativa per eccesso di velocità, senza che fosse stata adeguatamente presegnalata l’installazione dell’apparecchio “autovelox”, e ha stabilito che non è prevista una distanza minima.

Secondo la giurisprudenza della Cassazione stessa, in materia di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità, compiuta a mezzo di apparecchiatura di controllo, comunemente denominata “autovelox”, il D.M. 15 agosto 2007, art. 2 – secondo cui dell’installazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo deve essere data preventiva informazione agli automobilisti – non stabilisce una distanza minima per la collocazione dei segnali stradali o dei dispositivi di segnalazione luminosi, ma solo l’obbligo della loro istallazione con adeguato anticipo rispetto al luogo del rilevamento della velocità, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento.

La pronuncia traeva origine dal fatto che il conducente di un’autovettura e la Società proprietaria dell’autovettura proposero opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione, ccassazione distanza minima autoveloxon la quale era stata comminata sanzione amministrativa per violazione dell’art. 142 comma 9 del codice della strada, in ragione dell’eccesso di velocità rilevato dalla Polizia stradale. Il Giudice di pace di Novara rigettò l’opposizione e sul gravame proposto dagli originari opponenti e nella contumacia del Ministero dell’Interno, il Tribunale di Torino confermò la sentenza di primo grado.

Avverso la sentenza di appello propongono ricorso per cassazione il conducente e la Società proprietaria dell’autovettura  sulla base di tre motivi.

Col primo motivo di ricorso, si deduce la violazione e la falsa applicazione di norme di diritto, per avere il giudice di appello ritenuto che la postazione mobile di controllo della velocità fosse, nell’occasione, regolarmente segnalata, secondo il ricorrente, invece, vi era il panello promanante il messaggio luminoso di preavviso del controllo elettronico, ma sarebbe stata assente la preventiva segnalazione dell’apparecchio di rilevamento.

La Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi, mediante la citata sentenza n. 9770/2016 ritiene che la censura è inammissibile, in quanto sottopone alla Corte una questione nuova, che non ha costituito oggetto del giudizio di appello.

Col terzo motivo, i ricorrenti lamentano che il giudice territoriale avesse omesso di considerare che la strada percorsa dall’autovettura, poco dopo l’uscita dalla galleria, presentava una deviazione e un’intersezione stradale, con conseguente necessità di ripetizione del segnale di preavviso del controllo elettronico della velocità.

 

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